[ToBeShared]
Non ti conoscevo bene. Però un paio di volte abbiamo scambiato qualche parola.
Ora vengo a sapere che la tua vita è finita. Spezzata. Troncata.
Il destino ti ha spezzato le ali, ha interrotto quella tua vita così apprentemente irrefrenabile.Il tuo aereo non ha retto. E te ne sei andato volando.
Sui cieli di una nazione a te sconosciuta. Lontano dalla tua patria, dal tuo amatissimo Canada.Non è giusto morire a 25 anni.
[MayYouRestInPeace]
Silenzio. Solo silenzio. Ti attendo senza darti fretta.
Lo sai che non è vero che non me ne frega un cazzo di quello che pensi .
Temo il contrario.
Certo. Ci volevate voi. Voi che in 2 ore ascoltate un problema in studio da mesi e rispondete con quel tono. Quel tono di chi ha sempre saputo la soluzione fin dall’inizio. Di chi ha lanciato una sfida solo per vedere che l’avversario ha scelto una strada sbagliata ed ora ha la soddisfazione di riprenderlo e dire te lo avevo detto… Ma qui non siamo a scuola. Non siamo bambini. Ma evidentemente quel posto di merda è veramente di merda. Ma solo perché c’è gente come voi che crede solo al potere.
Ed ora volete risolvere con i vostri ve lo avevo detto. Che geni!… a saperlo che c’eravate voi non eravamo così indietro in tutto.
Ore al telefono a dare supporto. Consiglio. Piacevole ma ad un certo punto snervante. Soprattutto quando gli altri non consigliano ma ti dicono come vivere.
Dovresti…Dovresti…Dovresti…Dovresti…
La seconda persona del condizionale dovrebbe essere abolita. I consigli vanno dati con l’imperativo.
Non sentite anche voi come urta la seconda persona singolare del Condizionale Presente?
E’ come un orologio. Quasi un’unità di misura.
E non so se ridere o se piangere.
[Voglio imparare a comunicare.]
Esiste qualcuno con cui si possa relamente comunicare? qualcuno con cui non avere limitazioni? qulcuno con cui essere talmente trasparente che le parole risulterebbero inutili e non necessarie?
Sì, perché la comunicazione avviene per conoscenza
seguendo i fili dell’anima, senza necessità di chiarirsi.Forse questo è il sogno dell’accettazione.
Il sogno di chi -dopo milioni di anni- spera ancora nell’uomo.
[Eppure non ci riesco.]
Una ragione per continuare a giocare, per continuare a sperare, per continuare ad agire. Sempre più spesso non la trovo.
Tutto si ripete ciclicamente e nonostante ultimamente le regole del “gioco” sembrino diverse e imperscrutabili spesso ho la sensazione che è solo apparenza, o un transitorio dopo il quale la routine, il copione della mia vita si ripeterà ridendomi dietro ed io attenderò nuovamente un altro periodo magico in cui potrò sperimentare l’ebbrezza di questo cambiamento fittizio… Forse ne ho troppa paura.
Soffoco nel silenzio. E non respiro con i miei discorsi.
Domani è un nuovo Lunedì. Non mi pesa questa volta. Mi pesa il fatto che il tempo scivoli via senza speranza. Ed io ogni giorno non mi sento mai abbastanza pronto.
E’ così evidente?
Questa vita è troppo incredibile per cercarne una ragione. Tutto cambia alla velocità della luce ogni idea, ogni progetto, ogni programma è subito sconvolto, subito differente… ogni azione è determinata dal tempo presente, tutto non può essere deterministico.
Sto imparando la lezione. Una lezione che per anni ho voluto ignorare. Credevo che potevo afferrare la vita e portarla dove volevo. Perché non mi sveglio?
Aprire gli occhi.
SENTIRE ed EMOZIONARSI è la nostra unica missione. Cos’altro possiamo fare?